20/08/17

L'importanza dell'ombra


Francamente non comprendo, pur sforzandomi, perché tanti ci tengono a tracciare le loro vacanze e i loro spostamenti sui social network. Qual è lo scopo di comunicazioni tanto dettagliate e scrupolose? Chi deve essere tenuto al corrente di scampagnate, ristoranti, bagni, tintarelle, combriccole e comitive?
Ho un'altra concezione dei viaggi, dell'andare da un punto all'altro. Il mio concetto è legato all'assenza, al non essere dove sono sempre stato, il viaggio riguarda me e me soltanto, è una cosa privata, intima, incomunicabile, non testimoniabile.
Tutte le volte che sono partito, che sono andato altrove, ho sempre sentito l'allentarsi dei legami, lo scolorire delle consuetudini, la potenza degli abbandoni necessari. Non mi è mai venuto in mente di preoccuparmi circa la spendibilità visuale e sociale dei miei spostamenti, quasi mai dichiarati.
Non ho voglia di comunicare il privato. Sarà perché già scrivo in prima persona, giocando con l'ambiguità dell'immedesimazione. Sarà che inseguo perennemente luoghi, situazioni e persone che non mi facciano sentire in gabbia, una gabbia sociale e comunicativa che trovo deprimente.
Per questo, e per molto altro, non amo i social network pur usandoli anche abbastanza. Non amo nessuno strumento che possa avere funzione di radar e di tracciamento. Non apprezzo il concetto ossessivo di reperibilità permanente e di presenza obbligata.
Con lo stesso criterio, a conti fatti, non ho mai realmente raccontato le mie storie d'amore, le mie avventure sentimentali, le mie distrazioni sessuali, ancora più private e sacre dei viaggi. Scrivo prendendo spunto (anche) dal mio vissuto, ma non racconto. Non potrei mai raccontare. Non scriverò mai che sono felice grazie a qualcuno: riguarda me. È roba interiore, profondamente interiore. Non va svenduta.
Non ridicolizzo un amore scrivendone, non depaupero un'ossessione personale scomponendola secondo il presunto gusto dei lettori.

Mi imbarazza molto questa ossessione di comunicare a tutti e continuamente la propria vita. Quando incontro persone totalmente immerse in questa abitudine che mi sconcerta, non posso che prendere le distanze e uscire di scena velocemente, più dell'ingresso volontario o involontario.
Non mi piace urlare l'amore e fissarlo in ceralacca anche a favore dello sguardo altrui. Non mi piace elogiare pubblicamente qualcuno, quale che sia il nostro stato relazionale, e dunque informare così una piccola fascia di persone che passeranno avanti alla svelta, nella calda indifferenza che infesta la maggior parte dei rapporti odierni.

Se volete proprio raccontare tutto, e dico tutto, allora iniziate anche a fotografarvi mentre state sulla tazza del cesso, non giocate a fare i perfettini, testimoniate anche quello che vi va storto, le cocenti delusioni, le manie ingiustificabili, gli afflussi di sangue al basso ventre e la correlata foia coitale, scrivete che evadete le tasse, che avete cercato di scopare la donna del vostro amico, che la morte di un vostro parente è stata liberatoria perché vi eravate scocciati di assisterlo. Siate coerenti.
Non potete narrare solo l'edificante, oltretutto l'edificante peggiore, quello che crea curiosità e interazione.

La pubblicità negativa, quando non ci si censura, è da mettere in conto.
Ho desiderato la donna d'altri anche solo per sfregio, ho augurato la morte a diverse persone, da ragazzo ho rubato, sempre da ragazzo volevo entrare nella coda morente delle Brigate Rosse per poi capire quanto esagerassi, mi è capitato di essere sessista, snob, omofobo, qualche volta ho mentito pur di ricevere dei soldi, ho avuto dei flirt anche con donne che non reputavo particolarmente intelligenti ma mi eccitavano e volevo scoparle, ho tagliato alcuni amici perché il loro stile di vita da ricchi coglioni mi irritava, ho ancora qualche pensiero delinquenziale o teppistico, se provocato posso diventare violento, sono stato sempre superficiale nei confronti dei credi religiosi perché mi generavano orrende vertigini di prigionia. Potrei continuare. Difetti, imperfezioni, tare, blackout di moralità. Chi può dirsene esente?
Chi nega l'ombra è un mistificatore. Chi la nasconde è un pagliaccio. L'ombra è fondamentale, consente di misurare la portata dei demoni ed evitare le loro trappole. L'ombra rende più umana la strada verso la morte, l'ombra allarga i movimenti e la mente dell'uomo.
Lasciar intravedere le parti oscure non è, però, autoqualificarsi come negletto, come estraneo al mondo “che funziona”.

Oggi la mia ombra è silenziosa, quieta. La avverto dormiente mentre ascolto i Kayo Dot, con la loro maestosa e tetra solennità, mentre, per inerzia, scorro fotografie di insalate esotiche, piedi smaltati, cattedrali barocche, ponti di navi, cani abbandonati, morti da commemorare (a questo proposito, trovo assurdo e inconcepibile annunciare su facebook la morte del padre o della madre, ma oggi funziona così ed è semplicemente orrendo).
La musica dei Kayo Dot è caos organizzato, violenza, astrazione, poesia che scantona, torpedini elettriche in un immenso cielo notturno, è come la mia estate, un'estate solitaria e al contempo aperta, di rinnovamento della resistenza, laddove coraggio non significa cambiamento o svolta e solitudine non significa affatto depressione, tutt'altro.
Fossi partito, dove sarei andato? Questione da poco. La Danimarca in cima alla lista. E poi la Finlandia, il Galles, la Norvegia, Firenze. Firenze per sempre. Sarei partito con della musica, quale? Kayo Dot ovviamente, Longing For Dawn, metal anni ottanta, Momentum, hard rock neoclassico à la Malmsteen e seguaci, Killing Joke, Godflesh. Non proprio roba da mare e da castelli di sabbia. Roba più adatta a castelli di cristallo e ombre. Musica che non contiene e non argina, piuttosto esonda, travolge, e ammutolisce al culmine del disordine. Come questa estate, come questa resistenza.
Sarò stupido, sì, ma ammettere il nero è dichiarare di possedere anche un pezzo di sole. Averne poco vuol dire non aver mai voglia di cacciarlo via.
E che l'ombra, spero non svogliata, custodisca quel che resta dei miei sogni.

©Luca De Pasquale 2017



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