14/06/17

Scribacchini in micropene


Il mio amico scrittore Lapus Bolscia mi racconta senza sosta delle sue conquiste.
Piaccio alle donne, lo so”, dice con insopportabile compiacimento, “e a me piacciono loro”
Una clamorosa rivelazione”, replico.
Non so stare lontano dalla fiamma del peccato, ho sempre fame”
Incredibile, appassionante. Ti scongiuro, continua”
Sarà per quello che scrivo”
Questo è fuor di dubbio, Lapus”
... loro vengono da me, mi fanno domande, complimenti... e io... io non so fermarmi al momento giusto”
Tu sei istintivo, molto istintivo”
Lo hai capito, eh Luca? Tu sei molto intelligente”
Ti ringrazio, sei squisito”
Una bella donna, un bel corpo, le movenze giuste, da gatta...”
Che banalità questo stronzo.
... e io... flap! Cedo di schianto! Mi metto in situazioni pericolose... sposate, colleghe, scrittrici, editrici, editor, musiciste... le passo sotto una specie di vaglio... e anche di maglio, tu devi credermi”
Io ti credo, Lapus”
... sono per i sensi. Io, Luca, sono per i sensi. Sono come Andrea Sperelli e molto molto oltre. Mi piace il sesso. Mi piacciono gli odori forti. Mi piace l'orgasmo, il mio, e anche quello altrui, chiaramente femminile. Nel senso che io sono uno aperto, come sai voto per il Partito Democratico, sono uno tollerante come tutti i democratici. L'omosessualità la comprendo e la sostengo, ma non posso apprezzarla, capisci che intendo?”
Temo di sì, Lapus”
Sono troppo preso dalla parte femminile del mondo. Mi fanno impazzire, loro. Le donne. Che bella parola, amico mio: donne. Senti come suona bene. Del resto, io sono uno scrittore abbastanza noto. Ed esercito fascino, ne sono un latore, un'incarnazione. Il mio organo sessuale non è altro che uno strumento di ben altro disegno complesso. E bada, non ho detto complicato: dico complesso, so la differenza, sono uno scrittore con quattro libri pubblicati in tre anni”
Sei un portento, Lapus. Continua”
Le mie parole vanno oltre la lettura possibile. Le mie storie, congegnate con il garbo dell'esperienza e il coraggio della verità, funzionano anche come afrodisiaco. Scusa, non prendermi per un immodesto. Ma io ormai sono a tutti gli effetti dentro la new wave della scrittura napoletana... non so se a te è mai capitato, perché tu sei -come dire?- un marginale, uno che va sottotraccia, tu non avrai mai grandi numeri ma di te mi piace la coerenza...”
Io sono uno scrittore solitario, Lapus, non faccio testo. E no, a me queste cose non capitano mai. Queste sono cose che capitano a quelli come te”
Forse è meglio così, Luca. Perché si crea tanto caos. Anche se ti perdi certamente qualcosa di meraviglioso. Per esempio, due settimane fa mi è capitato di fare sesso forte con una mia coworker...”
Coworker?”
La mia correttrice di bozze”
Ah, ecco”
Abbiamo fatto l'amore come due animali drogati, non so se rendo l'idea... io ero una macchina, una vera macchina”
Sei terribilmente icastico, come da prassi. Che stile, Lapus”
Grazie... posso confessarti una cosa? Quando sono venuto, e ci ho impiegato almeno cinquanta minuti perché io sono amante d'apnea, è stato così squassante che mi è sembrato di carpire il segreto della mia anima e della mia presenza al mondo”
E lei che diceva, intanto?”
Diceva? Diceva, Luca? Lei non aveva più fiato. Solo sospiri, così profondi che sembrava provenissero da un'arnia dei venti...”
Ed è qui che si vede chiara la tua grana di scrittore della new wave napoletana, Lapus. Sono perle, le tue. Sei un affabulatore”
Hai capito tutto, Luca mio... non dipende da me! Sarà per quello che scrivo, per le mie storie intricate, il mio umorismo carnale... io seduco anche quando sto fermo, anche quando ho sonno e non vedo l'ora di tornare a casa”
Sei una Lamborghini che copre al meglio la distanza narrativa-sesso, Lapus. Da te c'è solo da imparare”
Troppo buono”
Piuttosto Lapus, hai dei libri in uscita?”
Cinque libri per sei case editrici diverse”
Cinque per sei trenta, genio Lapus”
Come? Certo, mi traducono all'estero... a proposito di traduzioni, qualche mese fa ho portato in cielo la bella scrittrice che si occupa delle versioni francesi dei miei libri... siamo andati a Maiori, Minori, Capri e Agerola. Quattro luoghi, sette orgasmi”
Sette per quattro ventotto, quanto imbarazzo che metti addosso agli altri uomini, caro Lapus”
Sarà per quello che scrivo...”

E ancora, ancora, fino a che deve andarsene per presenziare alla presentazione di “un pezzo di merda fallito anche un po' finocchio”.
In quei posti c'è fauna che finisce a casa mia”, chiosa, “e io ho anche una vestaglia nuova. In giorni come questi, nonostante il caldo, posso durare anche un'ora e dieci minuti con un'erezione da guinness. Sarà soprattutto per quello che scrivo...”

Scrittori della new wave che vende e conquista, scrittori noti quando escono di casa, scrittori che distribuiscono gentilezza e sperma in egual misura. Senza un briciolo di onestà generica, nemmeno intellettuale.
Libri scritti con il pene ritto, sotto eleganti scrivanie in legno e tanto di ventilatore. Peni più piccoli delle matite di Ikea. ibri scritti pensando ai lettori, agli aspiranti scrittori coglioni, a editori fessi e alla creduloneria dell'emotività diffusa. Scrittori della new wave con animo moderato, democratici anche sul campanello di casa, “simpatizzanti dei marginali” con il brutto vizio dell'ambizione egotica come unico scopo di una misera esistenza tra selfie, complimenti e rapporti orali compiacenti.
New wave di oggi. 

Ldp 

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